Madre prima di tutto, artista nell’anima.
Fotografa · Giornalista · Dottoressa in Scienze dell’informazione e della comunicazione
Nata sotto un sole generoso e profondamente multiculturale, sono cresciuta con la convinzione che ogni cultura riveli un modo singolare di vedere, sentire e raccontare il mondo. Il mio percorso, all’incrocio tra ricerca, racconto e creazione, ha plasmato il mio modo di abitare il mondo, con empatia, curiosità e una profonda attenzione a ciò che unisce le persone.
Per diversi anni ho studiato il modo in cui le immagini, i media e i racconti plasmano la nostra percezione della realtà. Questa ricerca mi ha insegnato che, prima di fotografare, bisogna saper osservare: ascoltare i silenzi, cogliere i gesti più impercettibili e riconoscere quegli istanti fragili in cui una storia si rivela.
È nel cuore della matrescenza che la mia fotografia è davvero nata. La maternità non ha soltanto trasformato la mia vita; ha trasformato il mio sguardo. Mi ha insegnato a rallentare, a vedere diversamente, ad accogliere l’invisibile e a comprendere che le emozioni più profonde risiedono spesso nei gesti più semplici. Da allora, la mia macchina fotografica non è più un semplice strumento: è diventata il prolungamento di una presenza al mondo forgiata dall’esperienza di essere madre.
« Fotografo per dare una memoria a ciò che il tempo trasformerà inevitabilmente. »
Il mio universo si colloca all’incrocio tra documentario, belle arti ed editoriale. Principalmente in bianco e nero, compongo immagini in cui la semplicità, la luce e l’autenticità prevalgono sulla messa in scena. Non inseguo una perfezione estetica; cerco una verità capace di attraversare il tempo senza perdere mai la sua emozione.
Ogni sessione è un invito a rallentare. Ogni immagine diventa la traccia di un istante che non si ripeterà mai nello stesso modo: un’emozione, una luce, una presenza, un soffio di vita sospeso tra due battiti del tempo.
Attraverso il mio lavoro, desidero preservare ciò che ci unisce, rendere visibile l’invisibile e trasmettere, con sincerità e poesia, la fragile bellezza dell’esistenza. Se le mie fotografie diventeranno un giorno memorie vive, eredità familiari e testimoni silenziosi di un amore che attraversa le generazioni, allora avranno trovato la loro ragion d’essere.
Celebrare ogni tappa
La donna è diventata il prisma attraverso il quale contemplo l’esperienza umana. Il mio lavoro celebra tutte le tappe della sua esistenza: dai primi istanti della vita all’infanzia, dall’adolescenza al risveglio della femminilità, dalla gravidanza alla maternità, dall’allattamento alla menopausa, fino all’età dell’oro. Là dove la nostra epoca glorifica certi periodi e ne cancella altri, scelgo di onorare ciascuna di queste metamorfosi. La menopausa è, ai miei occhi, una rinascita; l’età dell’oro, l’espressione di una bellezza affrancata dal tempo, forgiata dalla memoria, dalla forza e dalla saggezza.
Eppure, attraverso la donna, è l’essere umano che osservo. I legami, le trasmissioni, le fragilità, le gioie e le resilienze vi si rivelano con un’intensità particolare. Fotografare le donne significa raccontare ciò che ci unisce tutti.